L’ORSO BRUNO IN ABRUZZO

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Sei nuovi cuccioli di orso bruno marsicano nati nel Parco Nazionale d’Abruzzo

Simbolo del Parco Nazionale d’Abruzzo, la specie endemica di orso continua a sopravvivere e a riprodursi. La conta di femmine con cuccioli è stata realizzata grazie alla metodologia sviluppata dal Dipartimento di Biologia e Biotecnologie dell’Università “La Sapienza” di Roma e applicata insieme al PNALM (Ente Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise), al Corpo Forestale dello Stato e all’Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Castel di Sangro.

Il metodo si basa su diverse tecniche, dalle video trappole alle sessioni di avvistamento mirate e casuali, e ha visto il coinvolgimento di ben 135 operatori, di cui 65 volontari. Dal 2006, anno della prima applicazione del metodo, il numero di nati è arrivato a 70: nonostante questi dati siano confortanti perché testimoniano un buon tasso di natalità dell’orso bruno, resta comunque alto il tasso di mortalità della specie.

L’orso bruno marsicano può arrivare a pesare fino a 150 kg e ha un’altezza che oscilla fra i 150 e i 180 cm. Pur essendo onnivoro, si nutre prevalentemente di miele e vegetali (bacche, frutti di bosco, radici), anche se in vista dell’inverno è solito fare “il pieno” di energia nutrendosi di insetti e carcasse di animali.

Sebbene l’uomo non rientri fra i cibi preferiti dell’orso, nel corso della storia sono stati numerosi i casi di conflitto uomo-orso, e l’animale selvatico è spesso stato vittima di cacciatori e bracconieri. Fra il 2010 e il 2014, importanti passi per la tutela dell’orso sono stati fatti grazie alla creazione del progetto Life Arctos che si occupa della tutela e della conservazione della specie.

Fonte: life-arctos.it